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News 061-11 A Daegu Bolt gioca a fare il fenomeno. Lemaitre non scherza e migliora.

04-09-2011 10:32 - Non solo Virtus
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Ho avuto modo di incontrare Cristophe Lemaitre un paio di volte, durante i campionati europei di Barcellona che han salutato la sua esplosione da una delle tante giovani promesse dell´atletica a campione di livello internazionale. Di certo Lemaitre non è stato una promessa sprecata. Quello che mi aveva stupito a Barcellona era stata la sua normalità. Persino nel contesto continentale che l´ha visto 3 volte medaglia d´oro, Lemaitre sembrava fisicamente poco equipaggiato rispetto a tanti altri atleti e non solo paragonato ai colossi di colore dello sprint. Alto, magro, sbarbato, di fatto mi ricordava i suoi coetanei che in quel momento allenavo qui alla Virtus, piuttosto che qualcuno dei tanti campioncini Junior che, a livello nazionale, salgono alla ribalta per un paio di stagioni per poi vivacchiare sino a spegnersi in un inesorabile declino. Il fatto che il talento di Lemaitre non sia sfacciato e appariscente come quello di altri atleti dall´aspetto più "mostruoso" non significa certo che Lemaitre sia un atleta normale. Il suo livello è precluso alla grandissima maggioranza degli atleti ed è chiaramente il segno di doti eccezionali. La sua continua crescita è al contrario il risultato di un lavoro costante, serio e meticoloso che dovrebbe essere tratto distintivo di chiunque voglia chiamarsi atleta. Specie se coetaneo di Lemaitre e per questo in un´età dove un progresso costante dovrebbe essere, se non obbligatorio, almeno la norma. Come la grande maggioranza degli atleti della categoria promesse Lemaitre risulta ancora grezzo ed il gap tecnico rispetto ai suoi avversari risulta ancora evidente. Tutto questo depone solo a suo vantaggio: crescerà ancora! A Daegu Lemaitre ha corso i 200 metri in 19"80, molto vicino a Walter Dix e tutto sommato nemmeno troppo lontano da Bolt. Nel mirino del 21enne Lemaitre c´è ora il record europeo di Pietro Mennea e a quel punto dovrà solo giocarsi le sue carte senza sentirsi inferiore a nessuno così da non regalare al vecchio Bolt il vantaggio della sudditanza psicologica. Superando Mennea Lemaitre, più che cancellare il campione Barlettano ne continuerà il discorso: oggi come 30 anni fa, un ragazzo normale, bianco, con un progetto serio, assecondando il proprio talento sarà in grado di essere a modo suo un campione speciale nel mondo dei fenomeni. Che di fatto è quanto un allenatore chiede ai propri atleti e che ogni atleta deve pretendere da se stesso e cioè di sentirsi sempre al centro della scena ed al centro di un progetto di crescita da vivere comunque da protagonista. Giocandosi sempre tutte le proprie carte, le uniche importanti, a prescindere che il proprio livello sia internazionale o provinciale e sia che madre natura ti faccia nascere come un Bolt piuttosto che come un Lemaitre.

Fonte: Andrea